Dottor Alberto Guariglia e Dottor Carlo Ghislandi
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Le carie: una malattia infettiva causata dai batteri.

Esistono dei germi cariogeni, come lo Streptococcus mutans, che hanno la capacità di trasformare gli zuccheri in sostanze acide che intaccano lo smalto demineralizzandolo. Se non si interviene subito il processo continua in maniera irreversibile fino alla formazione di una cavità che altera l’aspetto del dente e, con il tempo, si estende in profondità provocando dolore e, nei casi più avanzati, distruzione completa del dente stesso.
La carie può essere causa di mal di denti, di infezioni con ascessi locali e denti cariati possono provocare cattiva masticazione e quindi disturbi di digestione. All’insorgenza della carie contribuiscono la non corretta o insufficiente igiene orale e abitudini alimentari errate quali il consumo frequente di alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati fermentabili. Statisticamente risulta che all’età di quattro anni soffrano di carie circa 20 bambini su cento, 15 dei quali con più di una carie, e che a dodici anni tale frequenza raddoppi.

Sindrome da biberon

E’ importante non lasciare mai addormentare il bambino con il biberon a meno che non contenga solamente acqua. Un biberon di latte, succo di frutta o altre bevande zuccherine può causare carie, così come il ciuccio immerso nello zucchero o nel miele. Tale condizione è nota come Sindrome da Biberon e colpisce con carie destruenti prevalentemente gli incisivi superiori e i molari superiori e inferiori.
E’ importante anche ricordare ai genitori che i batteri responsabili della carie si possono trasmettere, per cui è buona norma non pulire i biberon o le posate dei bambini leccandoli.

La prevenzione della carie
Per prevenire l’insorgenza della carie e delle malattie parodontali, oltre alla corretta educazione all’igiene orale e ad una sana alimentazione, ulteriori presidi ai quali si può ricorrere sono la sigillatura dei solchi e la fluoro-profilassi.
La sigillatura dei solchi
I solchi e le fessure dei molari permanenti, data la loro conformazione anatomica, sono luogo ideale per l'annidamento e la proliferazione dei batteri: la sigillatura ha lo scopo di chiudere i solchi dentali creando così una barriera all'invasione batterica.
Si effettua sui molari permanenti, di solito fra i 5 e i 7 anni, non appena l’eruzione è completata. E' consigliabile a tutti, in particolare ai bambini con alta cario-recettività. E’ una procedura non invasiva e non necessita di alcuna anestesia: si pulisce il dente con un apposito spazzolino e si isola dai liquidi salivari con del cotone o con una diga di gomma dopodiché si applica il sigillante. La sigillatura ben eseguita può essere definitiva.
Qualora il sigillante, a causa delle forze masticatorie, si consumi in tutto o in parte, l’operazione può essere ripetuta.
E’ importante chiarire al bambino, che potrebbe sentirsi psicologicamente al riparo dalle carie, che la sigillatura dei denti non significa potersi lavare i denti meno accuratamente.
La fluoro-profilassi

Si può distinguere tra fluoro-profilassi topica professionale e fluoro-profilassi domiciliare.

La fluoro-profilassi professionale, eseguita nello studio dentistico da personale qualificato, consiste nell’applicazione sui denti di un gel a base di fluoro mediante l’uso di appositi cucchiai di plastica o polistirolo consentendo il passaggio di ioni fluoro all’interno dei tessuti duri del dente.
Essa comporta molti benefici:
riduce la velocità di formazione della placca dentaria responsabile, in presenza di zuccheri, dell’insorgenza di carie dentali;
il fluoro, legandosi allo smalto dentale, produce fluoroapatite, una sostanza che rinforza lo smalto del dente;
inibisce il processo enzimatico di glicolisi nei batteri con conseguente riduzione, nella saliva, di acidi e quindi di carie;
consente una rimineralizzazione (riparazione) dello smalto nelle fasi più iniziali del processo cariogeno.
Si consigliano 1-2 sedute di fluoro-profilassi topica professionale all’anno.

La fluoro-profilassi domiciliare consiste invece nell’utilizzo di dentifrici al fluoro e di colluttori sempre a base di fluoro.
In conclusione, sigillature dei solchi, fluoroprofilassi e controlli periodici garantiscono una protezione dalla carie facilmente gestibile e ben accetta da bambino scongiurando cure più invasive (e costose) in un’età più adulta.

Malocclusione

La malocclusione o cattivo morso è la condizione in cui i denti sono affollati, storti, mal allineati, o in cui la mandibola e la mascella non si incontrano adeguatamente.
L’ortognatodonzia è la branca dell’odontoiatria dedicata alla prevenzione e alla cura delle disarmonie dento-scheletriche che consente di ottenere, oltre al corretto allineamento dei denti e un buon equilibrio estetico delle labbra e del volto, una maggior efficacia della funzione masticatoria a beneficio dell’integrità dei denti, dei tessuti di sostegno e di tutto l’organismo.
E’ molto importante la diagnosi precoce da parte dello specialista in ortodonzia.

Qual è l’età giusta per portare il bambino dall’ortodontista?

Nel bambino l’ortodonzia svolge un ruolo fondamentale non solo di cura ma anche e soprattutto di prevenzione.
La corretta crescita della bocca e del viso può essere alterata da numerosi fattori genetici o acquisiti: l’individuazione precoce di essi consente di prevenire e/o risolvere problematiche che diventerebbero più difficili da trattare andando avanti con gli anni.
E’ fondamentale la diagnosi precoce con una prima visita dall’ortodontista tra i 4 e i 5 anni di età al fine di
- verificare la buona armonia tra le componenti scheletriche e dentali che costituiscono l’architettura cranio-facciale,
- individuare eventuali abitudini viziate (succhiamento del ciuccio, del pollice, del labbro etc.)
- riconoscere alterazioni della deglutizione o della respirazione,
in modo tale da intervenire tempestivamente e con poco dispendio di tempo per ristabilire un giusto equilibrio.
In età evolutiva l’intervento ortodontico consente di ottenere, oltre lo spostamento dei denti, importanti effetti ortopedici mirati a guidare o stimolare la crescita delle strutture scheletriche del giovane paziente verso un corretto equilibrio funzionale.

Qual è l’età giusta per iniziare una terapia ortodontica?

L’ortodontista tramite controlli periodici segue il bambino in età evolutiva e fornisce ai genitori tutte le informazioni sulla prevenzione al fine di intervenire solo quando necessario.

Logopedia e terapia miofunzionale
Spesso i bambini presentano anomalie di alcune funzioni della bocca quali la deglutizione, la respirazione e la fonazione.

Tali anomalie possono generare ripercussioni sullo sviluppo delle ossa e della muscolatura della bocca, non favorendo la corretta posizione dei denti e dell’occlusione.

Per fare un esempio, l’errata posizione della lingua a riposo o durante la deglutizione può essere causa di difetti di pronuncia, di respirazione orale (con aumento della frequenza di infezione delle vie respiratorie) e di malocclusione dentale con morso aperto ed incompetenza labiale.

La logopedia e la terapia mio-funzionale aiutano il bambino a correggere queste alterazioni creando le premesse per una crescita idonea e stabile nel tempo.

Succhiarsi il pollice

Succhiare è un riflesso naturale: molti neonati e bambini si succhiano il pollice, le dita, il ciuccio e altri oggetti: ciò li aiuta a rilassarsi e a sentirsi al sicuro e felici. La maggior parte dei bambini smette spontaneamente intorno ai 4 anni; il persistere di questa abitudine dopo la comparsa dei denti permanenti potrebbe causare problemi di allineamento dei denti e del morso del bambino.
E’ evidente che la frequenza, la durata e l’intensità della suzione saranno determinanti dell’eventuale insorgere o meno di problemi dentali.
E’ consigliabile, in ogni caso, cercare di porre fine a questa abitudine, ovviamente mai colpevolizzando il bambino -che esprime in tal modo un disagio ed una sua fragilità – ma intervenendo delicatamente facendo leva sulla crescita della sua autostima e favorendo la sua indipendenza.
Potrebbe essere utile il supporto di uno psicologo infantile.

Mantenitori di spazio
I mantenitori di spazio sono apparecchi che si utilizzano in caso di perdita precoce dei denti da latte.
Quando un dente da latte viene perso troppo presto ( per trauma, per carie etc.), si assiste al movimento e all’inclinazione dei denti vicini con conseguente riduzione dello spazio necessario all’eruzione del futuro dente permanente. I mantenitori di spazio servono per conservare lo spazio al dente permanente che così eromperà a tempo debito, in modo naturale e nella giusta posizione.
Essi possono essere fissi o mobili, di vari materiali e vengono rimossi nel momento in cui il dente permanente è pronto ad erompere.

Emergenze dentali

Sapere come gestire l’emergenza dentale può determinare il salvataggio o la perdita dei denti permanenti del tuo bambino.
E’ importante portare il bambino dal dentista o al pronto soccorso prima possibile.
Il Ministero della Salute ha pubblicato nel novembre 2012 le
"LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA PREVENZIONE E LA GESTIONE CLINICA DEI TRAUMI DENTALI NEGLI INDIVIDUI IN ETA’ EVOLUTIVA".
Di seguito alcuni consigli riassuntivi in caso di trauma a carico dei denti permanenti:

E’ necessario tranquillizzare il bambino, eliminare eventuali residui di sangue e valutare attentamente l’entità del danno riportato (tipo di dente coinvolto, eventuali fratture del bordo masticatorio, mobilità o parziale estrusione del dente, necessità di avulsione, possibilità di recuperare il frammento di dente o il dente intero).
Se l’elemento si è spezzato cercare il frammento e conservarlo in soluzione acquosa, fisiologica, latte o saliva;
l’adesione del frammento è spesso la terapia più conservativa ed efficace.
Se il dente permanente invece è fuoriuscito dalla sede, tenerlo umido tutto il tempo.
Un dente avulso ha buone probabilità di essere re-impiantato se è rimasto per un massimo di 2-3 ore in ambiente liquido
(soluzione fisiologica, latte o saliva).
Il dente traumatizzato va tenuto sotto controllo per un lungo periodo di tempo al fine di monitorare eventuali danni tardivi.

Paradenti

Il paradenti può aiutare a proteggere il tuo bambino da emergenze dentali. Possono essere utili se il bambino pratica sport e attività ricreative. I cuscinetti paradenti evitano rotture di denti, infortuni alle labbra e al viso e, in alcuni casi, anche la frattura di mandibola e mascella.
Se il tuo bambino partecipa a determinate attività, chiedi consiglio al tuo dentista RGG riguardo alle protezioni più idonee a cui poter ricorrere.